venerdì 12 ottobre 2007

Annunciazione! Annunciazione!

Vi ricordate la mia tesi? Quella che parlava dell'apporto dei parlamenatri socialisti alla democratizzazione delle istrituzioni italiane sotto Giolitti? Quella per cui ho perso quasi due anni pieni della mia carriera universitaria a esami già belli e finiti? Per cui tutti - chi più chi meno- mi avete presa in giro perchè stavo sprecando tempo?
In effetti, non è che aveste poi tutti i torti, avrei potuto finirla prima. Questione di forza di volontà, di obiettivi certi, di organizzazione. Non vedevo grossi obiettivi, ma ormai c'ero dentro e dovevo finirla, per bene. Perchè le cose o si fanno bene, o non si fanno. Non è vero, ma ci stava bene. Bisogna anche dire che mi sono letta 10 annate della "Critica Sociale" - un quindicinale di 20 pagine un pelino concettuale - nonchè tutto il Carteggio Turati-Kulioscioff (ben 6 tomi!) almeno per gli anni 1901-1912 e ho consultato tutte le discussioni parlamentari dell'epoca... sapete quei fogliacci gialli rilegati in raccoglitori di cartone enormi...ecco, sì. Per fortuna c'erano dei sunti degli interventi dei deputati socialisti, altrimenti buonanotte! Per non parlare della bibliografia sconfinata sul socialismo italiano...
Insomma, quella tesi, che non parlava di Giolitti, bensì di Turati e co. mi ha dato una soddisfazione. Ha vinto un premio, nazionale, con soldi, presso una Fondazione a Firenze. Mi è stato comunicato con mio immenso stupore ieri. Prima ho pensato che volessero solo menzionarla fra le tesi degne di nota, poi ho realizzato che il tizio parlava di soldi e di premiazione ufficiale. "Tra il 28 e il 30 novembre, stiamo aspettando la conferma da parte del Presidente del Senato, le manderemo una comunicazione ufficiale".
Dice che tre tesi vengono menzionate e premiate con una medaglia rispettivamente del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera e del Senato.

Adè me gaso un po', ne ho diritto no?

Chi mi incontrerà in questo fine settimana avrà diritto a alcol gratuito da parte mia.

Un besazo

martedì 9 ottobre 2007

lunedì 1 ottobre 2007

Doveroso

Ora che ho un blog anche io posso fare degli auguri pubblici (e nutrire l'egocentrismo di chi li compie) , anche se ovviamente li ho già fatti in altro modo, ma visto che il destinatario è lontano come poche altre volte (ricordo solo barcellona 2002) sfrutto lo strumento per festeggiare simbolicamente via etere i 29 anni di Giovanni... 29, immagino l'ansia di gio nel pensare ai suoi 29 anni compiuti e i 30 incipienti... chissà che fa per festeggiare, senza perugia, senza il circoletto, senza la maggior parte dei suoi amichetti speciali... che fai gio?

Qui a perugia, invece, succede che ieri era una giornata assolutamente estiva che ho passato a zonzo fra il centro e ponte rio, che mentre la brizzli prendeva la solita doppio malto io ho optato per un più sobrio bacardi breezer, che sabato il centro era traboccante di gente, che io ho avuto un po'di tentennamenti digiacomeschi prima di buttarmi nel curdo, che la birra del caffè del banco è aumentata rispetto al cocco pub, che le luci erano troppo bianche e anche la mia faccia riflessa nello specchio della parete opposta al bancone, che il mio raffredore cmq persiste e che presto rivedremo sia la fra che la pasqui from paris, mentre per fochi dovremmo aspettare ancora troppo, decisamente. Ma chissà che a fine ottobre non decidiamo io e la clà di andare nel nord europa...

mercoledì 26 settembre 2007

Malessere

Sto per scrivere un post alla dozzini.
Sto male, naso tappato, testa pesante, incapacità di articolare le parole in discorsi di senso compiuto, occhi rossi doloranti, lacrimazione facile, freddure alternate a calure... purtroppo non ho un fidanzato-medico che mi possa rassicurare! a pensarci bene, ma i medici maschi che posti frequentano? conosco tutte donne medichesse, ma di maschi, boh? Giusto il "piccolo Lory" (cioè il fratello della Fra, che di piccolo non ha nulla, direi), ma non fa testo essendo suo fratello. E poi fa ortopedia, ci vorrebe uno di medicina interna, diciamo.
Cmq, io sto male e sto aspettando che finisca l'ultimo orale dell'esame del mio tutor, che dura da troppo. Parlo male, penso male e gli devo parlare di "tutto", perchè è più o meno di questo che si occupa la rivista oggetto di ricerca che ho potuto visionare gli scorsi giorni. Bah, speramo bene, che quando sto così non controllo bene quel che dico. Nel frattempo sono riuscita a discutere con un mio collega di Grillo, ormai sembro la sua paladina in realtà non me ne frega nulla ma lo faccio solo per provocare e capire bene qual è l'idea di politica che hanno i miei interlocutori. Con lui, poi, la cosa è piuttosto gustosa in quanto sovversivo doc impegnato nel collettivo autonomo... Immaginatevi quanto io possa essere polemica e fastidiosa da malata!!

Saluti a tutti e specie a gio cui ormai mi ispiro (!)

domenica 23 settembre 2007

Megaumidi

C'è sempre da imparare nella vita. Da questo disgraziato primo sabato autunnale ho imparato ben due cose: chi è Chico Mendes e chi siano esattamente i Meganoidi. Nonostante qualche perplessità iniziale mi sono lasciata convincere da un entusiasmo inaspettato da parte dei miei compari di serata per recarci alla rassegna "Rockinterza" a Madonna Alta. Dopo il freddo polare sperimentato la sera prima in centro decido di equipaggiarmi di maglia di lana e giacchetto di jeans (mi sembrava persino troppo). Ma sbaglio solennemente nella scelta delle scarpe, le solite gazzelle che s'impregnano di umidità una volta a contatto col pratino umido del Parco Chico Mendes. La temperatura è davvero bassa, io ho troppo freddo e i Meganoidi non arrivano. Prima di loro gruppi della scena locale molto pesi, tra i Muse e l'hard-rock. Tra un gruppo e l'altro unaspecie di Pippo Baudo giovane locale che ringrazia continuamente la circoscrizione, l'assessore, il Jap, etc., con una bocca che definire impastata è poco. Poi, finalmente, verso mezzanotte, arrivano loro, i Mega, che io ignorantemente associavo a qualcosa tipo ska-punk-rock, una roba orecchiabile e ballabile, musica leggera e testi demenziali. Manco pe'gnente: inizia una sorta di heavymetal nostrano pallosissimo (che si chiamino Meganoidi in onore ai Megadeth?), che dopo 6 canzoni ci fa guardare in faccia tra di noi e decidere la fuga. Infreddolita, annoiata, schifata, torno verso il centro per decidere poi di riscaldarmi in un pub invece di stare al solito curdo e inaugurare la stagione-Kandinski, che mi offre più di una novità: bancone allungato all'angolo e rinnovato, pareti ritinteggiate, postazione del deejay spostata, nuove luci. Poca gente, però: segno che in centro non era poi così freddo. Beviamo un bicchiere di porto e poi torno mestamente a casa... ho inanellato una serie di errori sulla serata che è meglio non continuare a sbagliare... Immagino che il Norman fosse bulissimo.

Ah, al parco chico mendes invece della birra ho chiesto una bottiglietta d'acqua. Brutto segno...

venerdì 7 settembre 2007

Uno degli uomini politici meno rilevanti della storia

Così mi è stato descritto Carlo Rosselli la prima volta che il mio tutor mi ha proposto un progetto di ricerca su Giustizia e Libertà. Io non ne sono del tutto convinta, è un personaggio che mi ha sempre affascinato per aver proposto coraggiosamente in tempi ancora acerbi di sganciare definitivamente il socialismo dal marxismo, e di dare un peso maggiore al volontarismo, all'etica, rispetto al determinismo e ai processi economici. Probabilmente a livello di influenza politica non ha avuto troppa fortuna, questo bisogna ammetterlo, visto anche la sorte del Partito d'Azione. Vero è che la validità e grandezza di un pensatore politico non si misurano dalla sua diretta incidenza fra i suoi contemporanei, perchè una dottrina può essere precorritrice dei tempi futuri e immatura per quelli in cui vive. E il mio dottorato non è in Storia politica del Novecento (e forse il mio tutor fa confusione perchè insegna anche in questo dottorato, che è quello di Bologna), ma in Storia del Pensiero politico, e i docenti ci tengono a questa precisazione. E la fortuna delle idee la fanno i tempi, ossia quelle valide e capaci di muovere la storia sopravvivono e affascinano anche i posteri.
In ogni caso, sono contenta che nell'ulitma riunione mi abbiano dato il via libera per questa ricerca; in effetti ancora deve essere definita, dovrò visionare la rivista ( proprio quella che vedete in foto, un settimanale che veniva pubblicato a Parigi fra il 1934 e il 40, che non è stato mai studiato nel suo complesso- incredibile, eh? pare che i Quaderni di Giustizia e Libertà siano stati studiati e ristudiati, ma il settimanale no), ma la cosa in sè mi eccita: andare in una Fondazione di storia, sfogliare la carte ingiallite e polverose, leggere di speranze e fervori passati, mi dà un piacere tutto particolare. Come in tutte le cose, il passato dà un'aura di mito agli eventi e riesce a fare ordine rispetto alla confusione del presente. Esattamente come per le lettere della mia adolescenza che conservo gelosamente e ordinatamente in scatole sopra la mia libreria...

In più, ora sembra che io abbia un vero tutor. Molto disponibile, gentile e interessato al mio lavoro. In più ha anche il pregio di essere un tipo polemico e molto documentato, e mi ha dato delle dritte su tutto il mono accademico che finora pochi mi hanno dato.
Ha un unico difetto: è di destra. Cricca Galli Della Loggia. Allievo di Renzo De Felice. Non so come e perchè, finisco sempre per ficcarmi in queste situazioni dove le mie idee devono essere vagliate e rivagliate per essere difese in maniera convinta. Mi piace il contraddittorio, c'è poco da fare. Amo discutere, amo i problemi, amo i nodi e le loro difficoltà, e non dare mai niente per scontato. E mi piacciono i provocatori. Nella ricerca, almeno nella ricerca, può riuscire utile, via.

Spero solo di non farmi influenzare troppo, in tal caso salvatemi e discutete con me...

Stasera torta al testo con claudia, tornata oggi, che nessuna delle due ha voglia di cucinare! è brutto mangiare da soli, mamma mia...

Hasta pronto, dunque, compagni e compagne!

domenica 26 agosto 2007

Regreso

Sono di nuovo a Perugia, e ad essere sincera, dopo le primissime ore di pseudoentusiasmo, vorrei già andare via. Le mie vacanze a San foca non sono state entusiasmanti, visto che ho comunque dovuto affrontare delle situazioni un po' complesse a casa con i miei, ma come sempre lì c'è il mare bellissimo, lì ci sono degli amici su cui ho sempre potuto contare che mi hanno aiutato a staccare dai soliti problemi e da cui mi sono lasciata organizzare le serate. Serate che non sono state niente di particolarmente divertente, ma all'insegna del buon cibo, del buon vino ( a san foca hanno aperto un'enoteca!) e delle belle chiacchierate di resoconto dell'anno passato lontani. E lì poi c'è la gente, calorosa, gentile, aperta, che ti rivolge la parola e ti sorride in qualsiasi situazione. Sarà una cazzata, ma a me cambia l'umore: vedere intorno a me l'ostilità e la chiusura del perugino tipo mi fa deprimere. (Non me ne volgiano i miei cari amici perugini...)
In ogni caso, arriva la fine di agosto e per me è come Capodanno: penso ai buoni propositi per la stagione lavorativa che si fa innanzi. In fondo a Capodanno è un po' innaturale, mica è una cesura, uno spartiacque come invece solitamente è settembre: un nuovo anno davanti da organizzare, da decidere, da cambiare. Sarà che ad agosto compio gli anni e faccio i bilanci, anche. Quest'anno sono 29, e ora devo decidere cosa fare da grande...
Tra i progetti, andare a trovare Fochi in cruccolandia, che già mi manca; magari passando prima da Berlino, anche se è lontana; ritornare a Barcellona dove ora ho un nuovo amico che si chiama Jordi (il ragazzo della mia amica sanfochese Daniela); iscrivermi a una qualsiasi attività sportiva per non perdere la forma conquistata al mare, una roba tra Pilates o nuoto, vedremo; decidere dove vivere, perchè in fondo a Perugia non mi lega nessuno, a parte la famiglia, che però sta qui solo perchè qui "ci stanno i figli"; andare a vivere da sola; fare qualcosa oltre a questo dottorato, che se non cambiano le prospettive non mi porterà a nulla - oppure impegnarmi a far cambiare le situazioni difficili che si sono create nei rapporti coi docenti ; essere un po' più coraggiosa nelle scelte e nelle azioni; ma soprattutto, e dico soprattutto, eliminare tutte quelle situazioni e persone che mi fanno sottilmente soffrire anche se sembrerebbe il contrario, o quantomeno allontanarle: quando torni a casa, la casa è dove hai gli affetti e se questi non ci sono come vorresti, se non c'è nessuno a coccolarti come immagineresti, allora c'è qualcosa che non va, decisamente. Mi consolo ascoltando il cd del compleanno fattomi dal Pampa, pieno di belle canzoni anche piuttosto allegre, e mando un bacio a tutti questi miei amici perugini che si saranno sentiti offesi dalle mie critiche....ma se siete amici miei ci sarà un perchè!
A presto miei cari