martedì 30 dicembre 2008

Ecco cosa fa notizia in Italia

CAGLIARI - Trova 160mila euro tra contanti e assegni davanti ad una banca e li consegna ai carabinieri che sono riusciti a risalire al proprietario. Il fatto è accaduto sabato pomeriggio a Cagliari, ma si è saputo solo oggi. Protagonista dell'episodio Tiziana Concu, 43 anni, responsabile di un supermercato in via Sonnino, nel centro della città. La donna ha ritrovato la cassettina contenente il denaro davanti alla cassa continua della filiale del Monte dei Paschi di Siena di via Tuveri, dove si era recata per fare un versamento. Senza pensarci su, ha portato la somma dai carabinieri che sono riusciti a risalire al proprietario che si è visto restituire il piccolo tesoro. Si tratta di A. P., responsabile amministrativo di una società di Cagliari, che ha riferito di essersi recato come di consueto per il deposito della cassetta ma di non essersi accorto di eventuali malfunzionamenti dello sportello della cassa continua. Non ha dubbi Tiziana sulla correttezza del suo gesto, né ripensamenti. "Non erano soldi miei - ha detto - qualcun'altro li ha guadagnati e uno che perde tutti quei soldi può rischiare il posto di lavoro". Ancora non si sa nulla di un'eventuale ricompensa. L'uomo si è detto sollevato per il ritrovamento e la restituzione dell'ingente somma di denaro e ha annunciato che contatterà la donna per ringraziarla. Ma Tiziana, che ha portato la cassetta dai carabinieri, senza nemmeno aprirla, ha fatto sapere di non essere interessata. "Mia figlia è orgogliosa di me - ha affermato - La mia è una bella famiglia, mi basta e mi avanza. Non spero in una ricompensa, magari in un minimo di gratitudine".
(da Repubblica online, 30 dicembre 2008)

Quanti di voi sinceramente pensano che la signora Concu sia un po' fessa?

martedì 2 dicembre 2008

Para desentristecer

Canto sempre questa canzone ultimamente. Mi mette allegria, mi riempie il cuore, è l'amore per me, semplice, felice, solare, stare vicino a qualcuno e godere di quella vicinanza. La dedico a tutti i miei cari, amici familiari amori, che possano godere di tanta pienezza. E a me stessa, che possa cadermi di nuovo addosso questa bella sensazione di felicità. E alla Chìa, ovviamente, sognando un viaggio a Rio.


Gosto muito de te ver Leãozinho

Caminhando sob o sol

Gosto muito de você Leãozinho

Para desentristecer Leãozinho

O meu coração tão só

Basta eu encontrar você no caminho

Um filhote de leão, raio da manhã

Arrastando o meu olhar como um ímã

O meu coração é o sol pai de toda a cor

Quando ele lhe doura a pele ao léu

Gosto de te ver ao sol, Leãozinho

E de te ver entrar no mar

Tua bele, tua luz, tua juba

Gosto de ficar ao sol, Leãozinho

De molhar minha juba

De estar perto de você

E entrar NUMA

traduzione alla buona: Mi piace tanto vederti, Leãzinho Cammiare sotto il sole Mi piace tanto vederti Leãozinho Per non rattristare, Leãozinho, il mio cuore cosi solo basta trovarti nella mia strada Un cucciolo di leone, raggio della mattina Trascinando il mio sguardo come una calamita il mio cuore è sole padre di tutti i coloriqQuando ti abbronza la pelle, in vano mi piace vederti sotto sole, Leãozinho e vederti camminare verso al mare la tua pelle, la tua luce, la tua criniera Mi piace restare sotto sole, Leãozinho Bangnar la mia criniera star con te e rimanere con te piacevolmente( ed entrar NUMA…. La frase non finisce, ma sarebbe…NUMA BOA (gergo popolare brasil. Per dire : restare tranquillo, star in pace, sentir piacere…)


Grazie a Caetano Veloso

mercoledì 15 ottobre 2008

Stato sovrano e monopolio della forza fisica

ANDRO' via dall'Italia, almeno per un periodo e poi si vedrà...", dice Roberto Saviano. "Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. 'Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l'odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me".

sabato 13 settembre 2008

Manifesto/6 (?)

La pioggia cade, la candela profumata è accesa, le finestre spalancate, e io stesa sul letto ho pensato di riavvivare un po’ il blog. Si può fare anche a quest’ora, anche di ritorno da una cena fuori, grazie alla mia mansarda. E allora, tra i vari manifesti, questo mancava, clamorosamente direi.
Si potrebbe anche chiamare quindicennità, questo post. Questi sono gli Smiths, signori, pure quindicennità, testi adolescenziali, ma anche qualcosa in più dico io, di umano, di ragazzi timidi e ragazze timide, di voglia di diventare qualcuno, di voglia di trovare qualcuno soprattutto, di amare qualcuno, di non essere soli. How soon is now (diventata poi tristemente sigla di streghe…) dice “I am human and I need to be loved just like everybody else does” e tratteggia la scena di un tizio che va in pub con l’unico intento di conoscere una donna, o un uomo, e se ne resta tutto da solo, nessuno se lo fila, e va a casa da solo e si sente morire. Per fortuna non siamo tutti Morrissey e prendiamo con leggerezza questo genere di fallimenti. Ma in qualche modo fa piacere sentire un uomo di successo cantare certe cose, no? Soprattutto quando hai sedici anni e sei non proprio una venere. Poi con la chitarra di Marr ad accompagnare il tutto… Io li ho conosciuti tramite Ask, la più popolare all’epoca (la birra tuborg non aveva ancora usato please please please), me la ricordavo quella canzone anni 80, forse sentita a deejay television, chissà. Poi quando ho visto la cassetta in bibliotechina, non ho potuto fare a meno di prenderla in prestito, e lì nasce tutto. Scoperta tutta mia, che diffusi subito fra i miei amici, fra i quali Girlfirend in a coma divenne la canzone dell’estate, tipo. Son soddisfazioni. Tra tutte le canzoni, non sapevo che scegliere. Ma guardate quanto so’ anni 80, capelli improbabili, mascelle improbabili, mamma mia. E poi il gorgheggio tipico di Morrissey, che qui oltrettutto è a livelli massimi. Quindi ho scelto “Il ragazzo con la spina nel fianco”, perché mi piace il titolo, perché mi ricorda il primo album comprato dei Belle and sebastian…

“the boy with the thorn in his side, behind the hatred there lies a murderous desire for love” E poi lo diceva anche Adam Smith, il più grande desiderio umano è quello di essere amati, e su questo si regge qualsiasi società. In senso lato, e non solo erotico-sentimentale. Che poi il sesso tutto muova, più dell’amore…


And when you want to live, how do you start, where do you go, who do you need to know?

venerdì 29 agosto 2008

Siuma!

Ok, vado a dire agli altri di scrivere e poi il mio blog è fermo a fine luglio. Ma devo dire che in agosto poche cose da blog sono successe, e poca voglia di commentare fatti di qualsiasi genere, complice la quasi totale mancanza di vacanze, eccetto 5 giorni in quel di Barcellona. Non che io debba scrivere per forza, ma a volte serve, uno si sfoga un pochetto. Fuori c'è un sole illusorio che fa pensare all'estate ancora in corso, ma che in realtà non scalda più di tanto nè scurisce la mia pelle abituata a ben altro caldo; un'estate senza Salento mi sembra dura da sopportare, tanto più che ho disertato 12 ore prima il tour con Pasqui e Fra; ora il rimpianto correlato ad un'invidia crescente mi obbliga a scrivere il capitolo della tesi entro brevissimo, che se l'avessi fatto a luglio non stavo qui a lamentarmi. Quindi reprimerò qualsiasi istinto adolescenziale da "è venerdi, bisogna uscire" o "è sabato, un giretto in centro è d'obbligo", e mi tufferò nel quadretto borghese della famiglia Rosselli (grazie al libro che mi ha regalato Tommi) e nelle polemiche e ripensamenti del secondogenito di Amelia Pincherle verso gli odiosi comunisti togliattiani. Non contando che dovrò scrivere cose che non penso, pena la revoca dell'incarico di tutor da parte del mio professore emerito. Ma voi lo sapevate che Rosselli era cugino di Moravia? sapevatelo, su rieducational channel.
In tutto ciò la mia soglia di tolleranza ed empatia verso le persone si abbassa paurosamente, e non so se esserne spaventata o alleggerita; alleggerita di ciò che le persone si aspettano maggiormente da me, esserci sempre, pronta a capire, a comprendere, a perdonare; la patti dolce, la patti che fa sentire tutti a loro agio, la patti che non sa rifiutare le proposte, che ha paura di perdere le persone care. Ecco, mi sono stufata di questa patti, è grave?
Normale, forse; persino salvifico; un po' come quando cancelli tutti i messaggi ricevuti da un ex, come quando ti si cancella la rubrica del telefono e vuoi solo recuperare chi ti cerca. Non ho più molto da dare, e mi terrò stretta quello che ho, pronta a difenderlo coi denti. Normale dopo un agosto così, mi sa. Trentanni, ospedale, delusioni, e nemmeno il mare cristallino della Baia Verde o de "l'infucaciucci". Per fortuna che c'è stato Siuma (chi sa sa) e la Chiara, che ho conosciuto la sua amica Laura, e Bingo Bongo, e l'Irene, che mi ha ospitato, che sa prendersi cura di me quando io non sono in grado di farlo, e la Dani con Jordi, e quel pezzo di terra che si chiama Barcellona. Che ogni volta che ci sbarco la odio, e tutte le volte che me ne volo via, inspiegabilmente, mi ritrovo di nuovo innamorata.

lunedì 28 luglio 2008

Bandiera rossa trionferà

Vendola aveva il 47 %; lui il 40; ma ce l'ha fatta a mettere insieme tutte quelle meravigliose mozioni, una per rilanciare il conflitto sociale, l'altra per la falce e il martello. Un vero stratega. Così si fa. In odio al leaderismo si mettono insieme tutte le schifezze possibili, pur di essere contrari e conservatori. Diliberto è già pronto a braccia aperte: e questa notizia mi esime dal commentare ulteriormente. Allora torniamo quattordicenni e urliamo tutti insieme pateticamente evviva il comunismo e la libertà!

venerdì 27 giugno 2008

Siamo tutti più scemi e informati

http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-7/google-frigge-il-cervello/google-frigge-il-cervello.html

Io l'avevo sempre sospettato, avevo notato in me un cambiamento nel modo di approcciarmi ai libri: leggo poche righe, poi salto un pezzo, fatico a concentrarmi su di una frase, non ho pazienza, e mi infastidisce perdere troppo tempo per carpire un concetto o il significato di una pagina. Questa continua necessità di semplificare tutto mi fa perdere delle capacità di elaborazione. Lo sento. Anche il mio linguaggio è un po' peggiorato, troppo pochi aggettivi. In internet è tutto facile; il web è il regno dei periodi brevi, concisi, rapidi da leggere. Il regno dello stimolo-risposta applicato alla conoscenza. Il discorso è complesso, e non ho sicuramente io gli strumenti per affrontarlo, ma leggere questo articolo (on line, of course) in un certo senso mi rincuora. Ho sempre pensato che ci siano "tipi umani" più adatti di altri a questo fantastico e rivoluzionario strumento. Io non credo di esserlo; perdo la bussola nel web, e tramite questo futile esperimento bloggardo ho capito da un pezzo di non essere nemmeno tanto in grado di usarlo attivamente: argomento troppo le mie affermazioni, scrivo troppo su una stessa cosa. Eppure, fra i pochi pregi che le persone riconoscono nelle cose che scrivo, c'è sempre stata la sintesi. Sospetto che questo mezzo mi dia come la licenza di impegnarmi poco, e per una come me, è un male. La confusione ha bisogno di ordine, disciplina; sono un tipo abituato ad approfondire e se non lo faccio, risulto scadente. (e severa con me stessa, ovviamente)

Ho di nuovo divagato, meglio chiudere qui, che fa troppo caldo. Almeno ieri un po' di frescura l'ho sentita al lago, ma la torta al testo dalla maria non era per niente all'altezza delle aspettative (mi pare di aver sentito definirla dalla pasqui "troppo sciucca", ma po' esse che mi sbagli... dopo 20 anni qua ancora non ho assimilato nulla, mi ci vorrebbe un bell'insegnante!)

Ho pure scoperto che un'attrice (?) di Incantesimo è raccomandata. Anche quello in effetti lo sospettavo, sono dei cani. E dire che ultimamente lo seguivo pure...(che vergogna che vergogna, ma lo tengo solo in sottofondo....è che a casa mia se magna alle 3 ora)

Fra un po' mi rilasserò dipingendo di rosso la ringhiera del terrazzo. Un modo come un altro di riappropriarmi della fisicità e degli oggetti. Buon fin de semana a tutti (e magari ci vediamo dal vivo)